Blog di domenico-napoletano
Il mio ego sara' inconfondibile . . . in questo mondo che cambia continuamente . . . emo , punk per favore STOP . . . . ognuno deve avere un proprio stile , sembra che ognuno vuole essere il copia ed incolla di un'altro . . . la vita e' una e si vive , non si copia . . . . ovvio che nella vita non si copia ma in un compito in classe si puo' ovvio . . . . ritornando al nostro discoroso . . . il mondo cambia anche sotto i livelli di falsita' come si puo' vedere , tradimenti e pugnalata alle spalle , non se ne puo' piu' , bisogna finirla , penso sempre che la fine del mondo sia vicina , forse avevano ragione i maya quando prevedevano che il mondo finira' nel 2012 ma non per un esplosione a mio parere perche' qui prima o poi si azzannano tutti . . . . esempio delle mie amiche si sono litigate fra di loro per motivi futilissimi . . . una festa . . . . se si arriva a questo e' finita . . . . sentendo anche le notizie del telegiornale . . . addio mondo . . . . .
Eccoci qua dopo il festival a commentare l'assurda vittoria di Valerio Scanu , per me i vincitori in assoluto sono Nino D'Angelo & Maria Nazionale che hanno portato al festival la canzone con piu' significato di tutte ed io come Napoletano e Meridionale ho capito la canzone cosa voleva trasmetterci , Nino ha saputo portare una canzone allegra che pero' ha esposto un problema in modo deciso sul palco dell'Ariston.
Nino D'Angelo - Maria Nazionale "Jammo Jà":
Jammo jà guadagnammece ‘o pane
Nuie tenimmo ‘o sudore int’ ‘e mane
E sapimmo cagnà
Jammo jà e facimmo ampresso
Sott’a st’italia d’ ‘o smog e d’o stress
Nuie mimmo ‘e furbe sa s’hann ‘a fa’ fess
Simmo nate cu’ duie destine,
Simm”a notte e simmo matina
Simme rose e mimmo spine
Ma simmo ramo d’ ‘o stesso ciardino
Meridionale
Simmo terra chiena ‘e mare
Ca nisciuno pò capì
Stammo buono e stammo male
Jammo annanz’ accussì
‘A fatica è nu regalo
E ‘a speranza ‘e partì
Jammo jà e dammece ‘a mano
Si stammo nzieme putimmo ì luntano
Nun se pò cchià aspettà
Jammo jà ca sta vita va ‘e press
Nuie simmo ‘a casa de vase e ‘d carezze
Ma fa nutizia sultanto ‘a munnezza
Cu sta mafia cu ‘o mandolino
Ca ce hanno mise da sempe ncuolle
Simmo ‘a faccia ‘e ‘na cartulina
Ca ce svenne pe tutt’ ‘o munno
Meridionale
Simmo voce ‘e miez’ ‘o mare
Ca nisciuno vo sentì
Simmo l’evera appicciate
Ca nun sape maie a chi
Simmo ‘o specchio e n’autostrada
Ca nun vonno maie fernì
Addò ‘o viento s’abbraccia ‘o mare
Troppo so’ ‘e penziere
E chi cresce cu ‘o pane amaro
È ‘n’italiano straniero
Si ‘a giustizia se lava ‘e mane
Song bianche ‘e bandiere
E chi maie po penzà a dimane
Nasce priggiuniero…
Simmo nate cu’ duie destine,
Simm”a notte e simmo matina
Simme rose e mimmo spine
Ma simmo ramo d’ ‘o stesso ciardino
Meridionale
Simmo terra chiena ‘e mare
Ca nisciuno pò capì
Stammo buono e stammo male
Jammo annanz’ accussì
‘A fatica è nu regalo
E ‘a speranza ‘e partì
E guagliune d’ ‘e viche ‘e napule
Nun saranno maie re
Dint’ ‘o zen ‘e palermo se bevene ‘o tiempo
P’ ‘a sete ‘e sapè
E nun è maie facile a durmì cu ‘e pecchè
A campà cu ‘a pacienza è ‘o cchiù grande equilibrio
Pe chi po cadè
Complimenti Nino , Complimenti Maria!
Al BC Palace sono cominciate ufficialmente le olimpiadi invernali di Vancouver 2010. Un'apertura di giochi molto emozionante , il giuramento degli atleti e' stato fatto da Hayley Wickenheiser mentre quello dei giudici da Michel Verrault , i giochi sono stati aperti da Michaëlle Jean . L'ultimo teodoforo ad accendere la fiaccola esterna al BC Palce e' stato Wayne Gretzky. Ho detto l'ultimo perche' la fiaccola e' stata accesa 2 volte. Una volta all'interno del BC Palace dagli ultimi 4 teodofori e poi la seconda volta all'esterno . L'Italia ha fatto una bella entrata col portabandiera Giorgio Di Centa che cosi conclude una serie di 4 portabandiera donne nelle olimpiadi Invernali. Commovente e' stata l'entrata nel BC Palace della federazione georgiano che ha visto tutto il pubblico del BC Palace in piedi in segno del rispetto per il lutto di questa nazione che poche ore prima della cerimonia di apertura aveva perso un suo atleta , il giovane 21 Kumaritashvli. Le nazioni ad entrare nel BC Palace sono state 82

Allora per concludere posso dire :
With glowing hearts , il motto delle olimpiadi di Vancouver 2010.
L'atleta georgiano Nodar Kumaritashvli ha perso la vita poche ore prima della cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Vancouver 2010. Il 21enne stava effettuando le prove della discesa in slittino ma poi ha perso il controllo del suo slittino ed e' finito fuori pista. Inutili i tentativi dei medici presenti di salvare la vita del giovane georgiano che e' morto sul colpo.
OLIMPIADI INVERNALI DI VANCOUVER 2010 NEL LUTTO - ADDIO NODAR!
La notizia dal mattino.it
PORT-AU-PRINCE (15 gennaio) - A tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito Haiti radendo al suolo la capitale Port-au-Prince, i soccorritori si sono trovati di fronte scene di morte, con cadaveri ancora in strada, devastazione e saccheggi, mentre mancano ancora all'appello un centinaio di italiani e si teme per la sorte di almeno 2 di loro. «La situazione è anche peggio di quanto mostrano le tv. Mancano acqua potabile e cibo, le vittime sono ammassate in strada», ha detto l'ambasciatore di Haiti a Roma, Geri Benoit, all'agenzia Ansa.
Il presidente haitiano, Renè Preval, ha reso noto che 7 mila corpi sono stati interrati in una fossa comune mentre la Croce rossa haitiana stima in circa 50 mila i morti. E intanto la macchina degli aiuti umanitari si è messa in moto: il presidente americano Barack Obama ha annunciato l'invio di militari, di una nave ospedale e di 100 milioni di dollari. Anche l'Unione europea e altri Paesi hanno annunciato aiuti.
Prima «vittima italiana». Gigliola Martino, 70 anni, nata a Port au Prince da genitori italiani è intanto la prima "vittima italiana" del tremendo terremoto che ha distrutto Haiti. Martino è morta nell'unico ospedale della capitale sfuggito al sisma, per le gravi ferite riportate nel crollo della sua abitazione. La Farnesina ha testimonianze dirette della scomparsa della signora e ora sta facendo «verifiche formali». È quanto riferiscono fonti del ministero degli Esteri.
La Farnesina: contattati 150 italiani, 40 dispersi. Sono saliti ad oltre 150 gli italiani contattati ed in salvo ad Haiti, mentre ne mancano all'appello quaranta. Lo riferisce la Farnesina. «Stiamo lavorando per completare il quadro il prima possibile», ha riferito il capo dell'Unità di Crisi, Fabrizio Romano, ricordando che sul posto opera da ieri un team italiano che è incaricato di verificare la situazione dei connazionali anche attraverso sopralluoghi, casa per casa, e presso gli hotel, gli ospedali e gli obitori. Fonti dei soccorritori sul posto, dopo le prime ricerche effettuate ieri soprattutto in hotel e ospedali di Port au Prince, d'altro canto sottolineano che sono «cinque o sei» i connazionali per la cui sorte si nutrono maggiori preoccupazioni.
Cuba apre spazio aereo a Usa. Il governo cubano ha accettato di aprire il proprio spazio aereo agli Usa per evacuare dalla base di Guantanamo le vittime del sisma che ha colpito l'isola. Lo ha riferito il portavoce della Casa Bianca, Tommy Vietor, spiegando che il governo dell'Avana ha acconsentito a mettere a disposizione il proprio spazio aereo. L'accordo raggiunto per ragioni umanitarie permetterà di ridurre la durata dei voli Usa che normalmente devono decollare e tenersi lontani dallo spazio aereo cubano, girando intorno all'isola prima di fare rotta verso la Florida.
La Croce Rossa: 50mila morti. Ancora assolutamente vago il numero delle vittime: la Croce rossa haitiana stima 50 mila morti, ma potrebbero essere migliaia di più.
L'Onu: colpiti 3,5 milioni di persone. Alcune zone delle regioni colpite dal terribile sisma di martedì scorso ad Haiti risultano distrutte o gravemente danneggiate al 50%, con alcuni edifici completamente collassati: lo ha affermato l'Onu rendendo noto i risultati di una ricognizione in elicottero della Missione dell'Onu ad Haiti (Minustah). La popolazione delle zone colpite dalle forti scosse è stimata a 3,5 milioni di persone, di cui 2,8 milioni nella capitale, afferma l'Onu precisando che oltre a Port-au-Prince sono stati colpiti altri centri urbani come Jacmel e Carrefour. Il bilancio dei decessi non è ancora possibile. La distribuzione di aiuti è in corso e dovrebbe aumentare nei prossimi giorni, spiegano le Nazioni Unite in una nota. I feriti nelle strutture mediche continuano ad aumentare. Mancano le forniture d'acqua e non c'è elettricità e si stima che circa due milioni di persone, pari a due terzi delle persone colpite, avranno bisogno di assistenza alimentare.
Gente esasperata. Gli aiuti cominciano ad arrivare ma la gente è esasperata e alcuni scelgono la più macabra delle proteste: secondo un fotografo del settimanale americano Time, per le vie di Port-au-Prince sono stati eretti blocchi stradali utilizzando le macerie e i cadaveri che ancora aspettano una sepoltura.
Morti e dispersi segnalati da diversi Paesi. Sono molti i Paesi che lamentano la morte o la scomparsa di connazionali in seguito al terremoto che ha colpito Haiti. Ecco in sintesi un quadro della situazione. Italia: sono circa 100 le persone che mancano all'appello. Canada: 3 morti e cinque dispersi. Costa Rica: 5 dispersi. Francia: 6 morti accertati e 60 dispersi. Spagna: 50 dispersi. Danimarca: 11 dispersi. Portogallo: 2 dispersi. Messico: solo 40 degli 80 connazionali che vivono ad Haiti sono stati localizzati. Olanda: 3 feriti, tra cui un bambino; 22 dispersi. Norvegia: un disperso. Polonia: 4 dispersi. - Senegal: 20 dispersi. Stati Uniti: un morto (una diplomatica) e 3 dispersi. L'ambasciata ha contattato almeno 1.000 connazionali anche se si calcola che siano 45mila gli americani che vivono ad Haiti.
Morti 36 uomini dell'Onu. Tra le vittime figurano anche 36 membri della missione Onu ad Haiti; i dispersi sono circa un centinaio e le speranze di trovarli in vita si affievoliscono con il passare delle ore, ha detto il portavoce David Wimhurst.
Saccheggiati i magazzini di alimenti dell'Onu. A denunciarlo è stata la portavoce, Emilia Casella, precisando che le scorte di cibo rubate erano ad Haiti già prima del terremoto, quando già due milioni di persone venivano considerate come «insicure dal punto di vista alimentare». Non si sa quante delle circa 15mila tonnellate di aiuti alimentari restino a disposizione, ha precisato a Ginevra la portavoce del Pam Emilia Casella. Il Programma alimentare mondiale è al lavoro per raccogliere generi alimentari per assistere circa due milioni di persone nelle zone colpite dal sisma.
Aiuti dalla Repubblica Dominicana scortati dai militari. I primi a passare oggi all'alba la frontiera tra Repubblica Dominicana e Haiti sono i soldati di Rafael Delapena, il capo delle forze armate dominicane, che sta coordinando assieme ai suoi colleghi haitiani i primi aiuti via terra diretti a Port-ou-Prince. Con il convoglio di aiuti ci sono numerose auto affittate dai giornalisti e una lunga colonna di volontari di tutto il mondo. Oltre a medicine, macchinari sanitari, nei loro convogli portano acqua e benzina, i due beni di prima necessità che scarseggiano nella capitale che dista dalla frontiera circa 28 chilometri di strada tutta dissestata e a curve continue.
«Non sarete dimenticati, l'America è al vostro fianco», ha detto Obama agli haitiani. Il presidente Usa ha annunciato l'invio di militari, di una nave ospedale e di 100 milioni di dollari di aiuti immediati ad Haiti, il più povero tra i Paesi del continente. I primi militari Usa sono già arrivati e hanno riaperto l'aeroporto, mentre l'amministrazione Obama ha annunciato l'invio di una brigata di 3.500 uomini dell'82ma divisione aviotrasportata. Anche l'Unione europea e altri Paesi hanno annunciato aiuti.
Caos ad Haiti. Oltre agli edifici, il terremoto ha fatto crollare le già fragilissime istituzioni democratiche haitiane. Il presidente, scampato al crollo della residenza ufficiale, è ricomparso in pubblico ma il caos regna sovrano nella capitale haitiana. In una nazione che nel recente passato ha visto succedersi guerre civili e colpi di stato, il rischio che qualcuno possa approfittare della situazione per conquistare con le armi il potere è alto.
Si mobilita l'esercito italiano. Anche l'Esercito italiano è stato mobilitato per concorrere ai soccorsi in favore della popolazione di Haiti colpita dal terremoto. Secondo quanto si è appreso, infatti, una compagnia del Genio, con macchine di movimentazione terra di vario tipo, potrebbe scendere in campo nei prossimi giorni - nel caso in cui venisse deciso così - per la rimozione delle macerie, ripristinare la viabilità ed altri interventi. In preallarme sarebbe stato posto, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, il 2/o reggimento Genio di Trento, che fornirebbe appunto una compagnia (tra i 100 e i 200 uomini) buldozzer, escavatori, mezzi campali, gruppi elettrogeni e tutto quello che serve per dare un contributo concreto ai soccorsi. I militari del Genio non sono nuovi, del resto, ad interventi di questo tipo: sono sempre intervenuti nelle principali calamità nazionali, per ultimo dopo il sisma dell'Aquila.
Amici di Giffoni che ne dite se dalle 20:00 alle 20:10 di venerdi' 15 Gennaio 2010 non scriviamo niente sulla community in segno di rispetto delle vittime???? Continueremo a scrivere dalle 20:11
Il giorno 8 Gennaio 2010 la nazionale del togo era entrata in Angola dove e' stata assaltata da colpi di mitragliatrice. Muore sul colpo l'autista , poco dopo muoiono anche l'addetto stampa e l'allenatore in seconda e da alcune fonti non certe sembra che in ospedale sia morto anche il portiere Obilale'. La coppa d'africa non si fera e va avanti. Il governo togolese richiama la squadra in patria ma nella giornata di oggi sembra che qualcosa sia cambiato , alcuni giocatori del Togo vorrebbero giocare la coppa d'africa, altri stanno cercando di convincere le squadre del loro gruppo a boicottare la manifestazione , sicuramente oggi sapremo cosa succedera', se le squadre entreranno in campo regolarmente oppure avranno boicottato la manifestazione. Intanto la stella del Manchester City, Emmanuel Adebayor gia rientrato in Inghilterra dichiara che e' stata l'esperienza piu' brutta della sua vita. L'Udinese richiama in Italia il calciatore Asamoha mentre l'Inter lascia il via libera ad Eto'o per disputare la coppa con il suo Camerun. Intanto gli estremisti che hanno fatto l'attentato al pullman de Togo dichiarano che parleranno ancora con le armi.



Dopo questo breve riassunto di cio che e' successo chiedo a tutti gli amici di Giffoni
Secondo voi la manifestazione doveva essere sospesa o e' giusto far giocare oggi la prima partita inaugurale della coppa proseguendo con le altre?
Nella foto Emmanuel Adebayor stella del Manchester City e del Togo
Dopo il caso di Francesca, la bimba di 2 anni e mezzo a cui è stato ingessato il braccio sano (e la cui vicenda è stata raccontata sul giornale di sabato), al «Corriere» è arrivata la lettera di Fatima Bonanno, mamma di Andrea. Un altro caso di malasanità, ma dall’esito più drammatico: nello stesso ospedale (l’Annunziata di Cosenza) e nello stesso reparto (Ortopedia e traumatologia) in cui è stata ricoverata Francesca, il piccolo Andrea ha perso la vita, nell’ottobre 2005, per le complicazioni causate da un’ingessatura troppo stretta. Una morte che ha portato alla condanna, in primo grado, di tre medici della clinica calabrese.
“Caro Direttore,
sono Fatima, la mamma di Andrea Bonanno, il bambino di 7 anni che nell’ottobre del 2005 ha perso la vita nell’Ospedale civile Annunziata di Cosenza per un’ingessatura troppo stretta applicatagli al braccio.
Scrivo questa lettera perché l’ultimo dell’anno, in Calabria, si è verificato l’ennesimo caso di malasanità. Nello stesso ospedale, stesso reparto di Ortopedia e traumatologia, in cui ha perso la vita mia figlio, a una bambina di due anni e mezzo è stato ingessato il braccio sano anziché quello fratturato, e ai lamenti della bambina la risposta dei sanitari era che faceva dei capricci, esattamente come si diceva per Andrea. Fortunatamente la bimba non ha subito danni, purtroppo per Andrea non è stato così. Il 26 settembre scorso, il Tribunale penale di Cosenza in composizione monocratica, nella persona del dottor Gianfranco Grillone, ha condannato tre medici. Due per omicidio colposo tra cui il primario del reparto, e uno per falso, per aver alterato la cartella clinica di Andrea. Come si vede, qui non ci facciamo mancare proprio niente!
La nostra è stata una lunga battaglia legale, che ci ha portato a scontrarci con il sistema; in questo processo c’è stato di tutto: dalle perizie false, dalle quali il Gup ha preso le distanze sconfessando i suoi stessi periti e rinviando a giudizio gli ortopedici, ai numerosissimi incontri con i rappresentanti delle istituzioni, tra i quali risalta, nel giugno 2008, l’incontro con il ministro di Grazia e giustizia Angelino Alfano. Tantissimi gli sforzi compiuti da me e mio marito per assicurare una degna difesa ad Andrea, almeno da morto, visto che non siamo stati in grado di proteggerlo da vivo. In dibattimento, abbiamo affidato il caso all’avvocato professor Carlo Taormina e all’avvocato Enzo Belvedere del Foro di Cosenza; le consulenze sono state assegnate al professor Alessandro dell’Erba della prima Università di Bari, e al professor Lamberto Perugia, massima espressione dell’ortopedia italiana.
In corso di causa, al giudice lo stesso Perugia ha riferito tante cose, ma una mi ha sconvolto e frustrato particolarmente: che per salvare la vita di Andrea sarebbe bastato che quegli ortopedici avessero seguito le regole basilari, quelle che a suo dire si insegnano ai tirocinanti. Per adesso la giustizia ha trionfato in un’aula di tribunale, ma è difficile che questo risultato risani ciò che si è spezzato irrimediabilmente nelle nostre vite. Il giudice, nella sua sentenza, con motivazioni contestuali denuncia il sistema; questi sono alcuni passaggi della motivazione: «Si è detto che Andrea Bonanno è stato vittima della trascuratezza, quando invece in quei pochi giorni di ricovero è stato visitato, curato, seguito da decine tra medici ed infermieri delle più diverse branche, fatto oggetto delle più svariate consulenze, sottoposto a una serie innumerevoli di trattamenti ed accertamenti; eppure la struttura che avrebbe dovuto garantirgli la guarigione da una banale frattura lo ha ucciso. Il piccolo Andrea è stato prima di tutto vittima di un sistema che concepisce il malato come una sorta di fantoccio inanimato, un contenitore di organi e di ossa trasportato da un reparto all’altro perché, nelle migliori delle eventualità, questi e quelle vegano "prese in carico" dagli specialisti di settore, o perché nella peggiore, chi si sia trovato a "gestire" il "paziente critico" sia messo un domani in condizione di poter dire (e, soprattutto, poter documentare) che nessun sintomo è stato trascurato, nessun esame è stato omesso, nessuna consulenza non è stata invocata; poi c’è un bambino che si lamenta per un gesso troppo stretto, ne porta i sintomi che anche un profano sarebbe in grado di decifrare... ma "il sistema" ha ormai reso tutti ciechi e sordi».
Forse è troppo scomodo tutto questo, qualcuno penserà che è troppo duro, ma io che ho assistito alla sofferenza e alla morte di mio figlio penso che è stato quasi divino. È come se il giudice avesse visto attraverso i miei occhi e quelli di mio figlio tutto l’accaduto. Tra non molto ci sarà il giudizio di appello, lotteremo con tutte le forze affinché siano confermate le condanne, così come continueremo a lottare per l’applicazione delle sanzioni disciplinari ai medici condannati che, a tutt’oggi, continuano a svolgere la propria attività come se non fosse successo nulla. Anche la Commissione parlamentare sugli errori sanitari, a riguardo, ha chiesto espressamente al Presidente Loiero che ciò venga fatto al più presto, ma ancora non è stato possibile raggiungere questo traguardo, che per me è il più importante, perché solo quando tutto questo accadrà, Andrea forse avrà giustizia.
Qui la gente perde la vita, non perché viene sottoposta a degli interventi di alta chirurgia, dove i rischi sono messi in conto, bensì per appendicite, per ascesso tonsillare o peggio ancora per un semplice gesso. È forse chiedere troppo, desiderare che qualcuno faccia qualcosa per fermare questa mattanza? Ma non con parole o false promesse, con fatti concreti. E per chi pensa che questi casi non meritino la stessa valenza dei casi di cronaca, quella fatta da persone senza una morale, senza scrupoli, vi assicuro, data la mia esperienza personale, che non c’è alcuna differenza. Anzi, ci si sente doppiamente traditi, perché ho affidato mio figlio a dei medici, credendo che fosse in buone mani, ma così non è stato. E una volta che mio figlio è morto, in quell’esatto momento ha smesso di essere qualcuno ed è diventato solo qualcosa per cui liberarsi al più presto da ogni responsabilità.
C’è chi ha falsificato la cartella clinica, c’è la cosiddetta Commissione interna che con assoluta mancanza di rispetto verso la morte di un bambino, e dei suoi genitori, senza aspettare neanche l’esito dell’autopsia, era già pronta a sostenere ipotesi assolutorie, «nessun colpevole». Ho sbagliato a pensare che i medici per la semplice scelta della nobile professione abbiano per forza anche l’animo nobile e dei principi morali. A mie spese, però, ho scoperto che non è così, loro si difendono anche quando sono così evidenti le proprie colpe. Affido questa lettera, semplice contenitore di un dolore in realtà incontenibile, a tutti i lettori, sperando, o forse sognando, che qualcosa o qualcuno possa porre fine a tante ingiustizie.
AMICI DI GIFFONI COSA NE PENSATE??? A MIO PARARE E' UN EVENTO TRAGICO , SONO COSE CHE NON DOVREBBERO SUCCEDERE A NESSUNO , UNA SEMPLICE INGESSATURA AL BRACCIO , MAH!
Con 492 feriti leggermente (prognosi inferiore ai 40 giorni) e 17 con prognosi superiore ai 40 giorni, il 2010 è stato un Capodanno più "tranquillo" rispetto agli altri, anche a causa della pioggia battente che ha colpito moltre grandi città e impedito in parte le esplosioni dei 'botti' di fine anno. Secondo il bilancio del dipartimento della pubblica sicurezza, quest'anno non ci sono state vittime (l'anno scorso una, colpita da un proiettile vagante): cresce il numero complessivo dei feriti (382 l'anno scorso), ma diminuisce sensibilmente quello degli incidenti più gravi (28 dodici mesi fa, 17 stavolta). In netto calo anche i feriti da arma da fuoco (8), tutti con prognosi inferiore a 40 giorni, rispetto ai 20 registrati allo scoccare del 2009. I casi più gravi sono stati due bambini, uno a Roma e uno vicino Matera, con danni alle mani. L'esplosione di un petardo ha costretto all'amputazione della mano sinistra di un 17enne di San Cesario in provincia di Lecce. La polizia ha sequestrato più di 247 tonnellate di materiale esplosivo illegalmente messo in commercio.
Campania. Tra botti, spari e altre forme di celebrazioni per San Silvestro nel Napoletano sono rimaste ferite 114 persone medicate o ricoverate in ospedale in tutta la regione, 74 solo a Napoli, secondo i primi dati, 15 a Salerno e 3 ad Avellino. Nel capoluogo campano è stato medicato anche un poliziotto. Nel capoluogo è stata una notte di superlavoro per i vigili del fuoco, impegnati in molti interventi per spegnere auto e cassonetti incendiati dai petardi, un fenomeno segnalato in molte altre città. I casi più gravi riguardano uomini feriti alle mani, nel Salernitano a un 50enne è stata amputata una falange.
Dall'ospedale Cardarelli di Napoli si parla di un bilancio dei feriti storicamente più basso, ma di un aumento degli interventi per guida in stato di ubriachezza.
Roma. E' di 12 feriti, uno dei quali è un bambino di 6 anni che ha riportato un trauma al viso e a una mano, il bilancio dei festeggiamenti nella Capitale, secondo i dati forniti dalla questura. Due le persone che per l'uso dei botti hanno riportato gravi ferite con amputazione di parti del corpo: a Primavalle un uomo di 51 anni ha perso una mano per l'esplosione di un petardo, mentre a Passo Corese un uomo di 54 anni ha perso tre dita della mano sinistra. A Tivoli un ragazzo di 17 anni è rimasto ferito alla testa mentre all'Eur una donna di 33 anni si è ustionata all'avambraccio sinistro. Ferite lievi per una giovane che a Campo de Fiori, nel centro di Roma, è stata presa a un occhio da un sasso fatto volare da un petardo, mentre a un ragazzo di 18 anni, sempre dell'Eur, sono stati diagnosticati 21 giorni di prognosi perché colpito da un petardo. Ancora ustioni, di secondo grado a una mano sia per un uomo di 51 anni che per un giovane di 25 nella zona del Celio. Più grave il giovane di 23 anni che ha subito un trauma ad un occhio ed è ricoverato al Policlinico Gemelli. Altri due ricoverati per altri danni, come una frattura alla mano, sono un giovane di 26 anni e un uomo di 38.
Puglia. Una bambina di 12 anni e un uomo di 37 anni, entrambi di Canosa di Puglia, sono i feriti più gravi che si registrano a Bari e in provincia dove le persone che hanno riportato ferite durante i festeggiamenti sono state complessivamente 14. Un 61enne è morto, stroncato da un infarto mentre stava festeggiando, ballando, l'arrivo del nuovo, allo scoccare della mezzanotte. E' accaduto in una sala da ballo di Carmiano (Lecce) dove l'uomo viveva. Vicino Brindisi due persone sono rimaste ustionate per lo scoppio di petardi.
Basilicata. A causa dello scoppio di un petardo,
un bambino di undici anni di Marconia di Pisticci (Matera) è rimasto ferito alla mano destra e ha perso un dito e due falangi. Dopo lo scoppio del petardo è stato trasportato all'ospedale di Policoro (Matera) dove è stato medicato e ricoverato.
Lombardia. Anche a Milano si sono registrati alcuni feriti, il 118 ha eseguito 320 uscite e dodici persone sono state ricoverate. Il caso più grave a Bresso, dove un uomo di 43 anni ha perso tre dita di una mano per l'esplosione di un grosso petardo diverse ore prima della mezzanotte. Un egiziano di 29 anni ha perso due dita dopo che un petardo gli è esploso in mano. L'incidente è avvenuto poco prima di mezzanotte in via Rismondi. Altro incidente in via dei Cinquecento, in zona Corvetto: un uomo di 47 anni è stato ferito in modo serio a una coscia da un grosso petardo e trasportato al Policlinico. La gravità della ferita ha fatto pensare ai passanti che si potesse trattare di un colpo di arma da fuoco. Impegnati anche i vigili del fuoco per incendi di cassonetti e di alcuni terrazzi.
Trentino. A Rovereto una lite per i botti è finita in rissa e un giovane è arrivato all'ospedale gravemente ustionato. Una persona è rimasta ferita in modo definito grave a una mano a Mori, in provincia di Trento.
Toscana. Sono stati 275 gli interventi del 118 durante la notte di Capodanno. A Firenze per il concerto di Lucio Dalla sono arrivate in piazza migliaia di persone nonostante la pioggia. Il 70 per cento degli interventi del 118 è stato per persone ubriache. Il 118 ha compiuto, in media, 21 interventi all'ora, tanto che dall'ospedale di Santa Maria Nuova, nel centro cittadino, non avevano più barelle a disposizione. Quattro i 'codici rossi', gli interventi che richiedono maggior urgenza, uno dei quali riguarda un ragazzo di 20 anni caduto lungo la scalinata durante il concerto in piazza della stazione. Un giovane filippino ha avuto tre dita di una mano amputate dallo scoppio di un petardo. Un maxi sequestro di botti è stato effettuato a Firenze dalla polizia.
Piemonte. Pesante bilancio con 25 feriti per i festeggiamenti di Capodanno. C'è anche un bambino di 5 anni tra i feriti, a Torino, per i botti. Il piccolo ha riportato ustioni agli occhi. Il più grave dei feriti guarirà in quaranta giorni. Gli interventi dei vigili del fuoco, tra le 24 e le 3 di questa mattina, sono stati un'ottantina: danneggiate alcune auto e bruciati alcuni cassonetti dell'immondizia. Da metà dicembre la polizia ha sequestrato in tutto 350 chili di fuochi artificiali. Ieri gli ultimi controlli, che hanno portato al sequestro di un centinaio di razzi un un'armeria del centro di Torino. Sequestrate a Moncalieri 13 "cipolle" illegali: le vendeva un italiano, che è stato indagato.
Emilia-Romagna. E' ricoverata nel reparto di Chirurgia Toracica del Policlinico di Modena una ragazza di 14 colpita al petto da una pallottola vagante la scorsa notte a Modena. La ragazza, mezz'ora circa dopo la mezzanotte, è rimasta ferita mentre camminava in strada. Lei pensava di essere stata colpita dalla scheggia di un petardo, ma gli esami radiografici hanno evidenziato la presenza di un foro profondo e del proiettile, che ora dovrà essere estratto dai medici. Sull'episodio sta indagando la polizia di Modena. Al pronto soccorso del Policlinico sono state curate nella notte altre quattro persone, tra cui un ragazzino di 12 anni, che hanno riportato ferite da petardi. Due avevano lesioni agli occhi, gli altri due alle mani.
Sicilia. Sono una cinquantina le persone ferite a causa dei botti. A Catania un uomo di 32 anni, Emanuele Spurio, è stato colpito da un proiettile vagante ed è ricoverato in ospedale. L'uomo stava festeggiando l'arrivo del nuovo anno sul balcone di una abitazione di via Cifali quando è stato raggiunto alla testa dallo sparo di una calibro 9, che fortunatamente aveva perso gran parte dalla sua energia e che gli ha procurato una ferita sopra l'orecchio.
FONTE : www.repubblica.it
ORA DICO IO , MA PERCHE' DOBBIAMO ROVINARCI LA FESTA USANDO I BOTTI, NON E' MEGLIO FARE UNA BELLA TOMBOLATA E CI SI DIVERTE TUTTI . CHE NE PENSATE?

